Lezione–concerto e laboratorio teatrale presso la Fondazione Toscanini

Le classi del nostro Istituto hanno partecipato al progetto “Letteratura in musica: il potere della musica”, lezione–concerto a cura di Stefania Panighini.

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Il 26 gennaio 2025, presso la Sala Gavazzeni del CPM Toscanini di Parma, le classi del nostro Istituto Professionale hanno partecipato al progetto “Letteratura in musica: il potere della musica”, lezione–concerto a cura di Stefania Panighini. L’iniziativa ha intrecciato musica, letteratura, arte e teatro in un percorso coinvolgente e multidisciplinare, capace di guidare gli studenti in una riflessione profonda sul concetto di potere e sul suo impatto nella vita delle persone e nella storia.

Protagonista del percorso è stato Dmitrij Šostakovič, compositore che visse sotto il regime sovietico e che affidò spesso alla sua musica ciò che non poteva essere dichiarato apertamente. Attraverso l’ascolto e l’analisi del Quartetto per archi n. 8, op. 110, gli studenti hanno potuto comprendere come l’arte possa diventare testimonianza, denuncia silenziosa e forma di resistenza. Il concerto è stato eseguito dal Quartetto d’archi de La Toscanini – Camilla Mazzanti eAnna Follia Jordan (violini), Ilaria Negrotti (viola), Maria Cristina Mazza (violoncello) – con la drammaturgia e la voce narrante di Stefania Panighini, che haaccompagnato i ragazzi in un racconto intenso tra biografia, storia e musica.

Attraverso documenti storici, tra cui articoli della Pravda, e testi poetici di Anna Achmatova, è emerso con forza il tema della libertà negata nei regimi del Novecento, in un continuo dialogo con il presente.

Il percorso è stato arricchito dall’analisi di celebri opere d’arte che hanno rappresentato, in epoche diverse, il rapporto tra potere e popolo, tra oppressione e libertà:
● La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix
● Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo
● Guernica di Pablo Picasso
● Il 3 maggio 1808 di Francisco Goya

Le immagini, affiancate alla musica e alla parola, hanno permesso agli studenti di cogliere come l’arte, in ogni sua forma, possa farsi strumento di memoria, denuncia e consapevolezza.

Elemento centrale dell’esperienza è stato il laboratorio teatrale, che ha trasformato gli studenti da spettatori ad attori. I ragazzi non si sono limitati ad ascoltare la musica, leggere poesie o osservare opere d’arte: hanno sperimentato in prima persona il concetto di potere, mettendo in scena dinamiche di comando, obbedienza, consenso ed esclusione… Attraverso esercizi guidati hanno vissuto il potere sia nella dimensione di chi lo esercita sia in quella di chi lo subisce, riflettendo sulle emozioni provate, sulle reazioni del gruppo e sulle responsabilità individuali. Questo momento esperienziale ha reso ancora più concreta e attuale la riflessione sui temi affrontati durante la lezione–concerto.

Il progetto ha rappresentato un’importante occasione di crescita culturale e personale. In un Istituto Professionale, dove la formazione è orientata al mondo del lavoro e alla costruzione di competenze concrete, esperienze come questa contribuiscono a sviluppare spirito critico, consapevolezza e capacità di leggere la realtà in modo più profondo. La forza della musica, intrecciata con la parola, l’immagine e il teatro, ha offerto agli studenti uno spazio di riflessione sul passato e sul presente, invitandoli a interrogarsi sul significato della libertà, della responsabilità e del proprio ruolo nella società. Un’esperienza intensa e partecipata, che ha dimostrato come l’arte possa ancora oggiessere uno strumento vivo e potente di educazione alla cittadinanza.

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